Fiori e bacche di sambuco: caratteristiche, proprietà e benefici 

Fiori e bacche di sambuco: caratteristiche, proprietà e benefici 

I fiori di sambuco sono fiori profumati, di colore crema, ottenuti – come le bacche – dalla pianta di sambuco. Diffusi in buona parte d’Italia, non tutti sono a conoscenza delle loro caratteristiche, proprietà e benefici.

Cerchiamo allora di correre ai ripari, andando a scoprire quali sono le loro specificità e in che modo potersene avvantaggiare!

Valori nutrizionali del sambuco

Le bacche di sambuco sono composte per quasi l’80% da acqua. Hanno un basso contenuto di grassi (0,5%), di carboidrati (1,8%) e di proteine (0,7%), e una buona contribuzione di fibre (7%).

Piuttosto interessante è la composizione minerale, con presenza di calcio, potassio, sodio, fosforo, selenio, ferro, zinco, rame e magnesio. Sono presenti anche vitamine del gruppo A, B e C, flavonoidi e aminoacidi. Scarsa è invece la quantità di zuccheri naturali presenti.

Per quanto attiene invece i fiori di sambuco, si annovera una buona dose di flavonoidi (sambucina), acidi fenolici, minerali, proteine e oli volatili.

Proprietà dei fiori di sambuco

Il sambuco è una pianta conosciuta fin da tempi remoti, dalla quale possono essere ottenuti diversi prodotti per uso alimentare.

Per esempio, dai fiori di sambuco, così come dalle foglie e dalle bacche, è possibile ottenere un infuso o una tisana particolarmente benefica per l’organismo, utile per poter contrastare problemi alle vie respiratorie e per poter favorire la depurazione dell’organismo.

Alla tisana di sambuco sono inoltre attribuite proprietà di rafforzamento delle difese immunitarie, di sostegno al buon funzionamento del sistema cardiovascolare e di attenuazione dell’ipertensione. Può inoltre essere utilizzato per poter migliorare la salute della pelle, alleviare l’arteriosclerosi e regolarizzare l’intestino in caso di stitichezza e di diarrea.

Dalla stessa pianta è poi possibile ottenere un composto da applicare come impacco localizzato, dando così sollievo a pelle screpolata, occhi infiammati, orzaioli, ascessi dentali, dolori alle articolazioni e alle gambe.  

Come si usa il sambuco

Come dovrebbe essere chiaro dalle righe che precedono, il sambuco può essere utilizzato in varie forme, come sotto forma di sciroppo, marmellata, liquore, estratto, succo, tisana o infuso. Una grande versatilità che ha permesso al sambuco di potersi prestare con facilità ed efficacia a molte applicazioni.

Per esempio, una delle preferite e più ricorrenti è la preparazione di uno sciroppo di fiori di sambuco, realizzabile con 10 fiori di sambuco fresco, un litro di acqua naturale, del limone, 30 grammi di acido citrico e un chilo di zucchero. Sarà sufficiente unire il tutto, lasciar riposare 24 ore e mescolare di tanto in tanto. 

Molto semplice è anche la preparazione della tisana al sambuco. Basterà portare in ebollizione una tazza di acqua, spegnere il fuoco e aggiungere 2 cucchiaini di fiori di sambuco lasciando poi in infusione per 5 minuti, filtrare e gustare. La tisana così realizzata avrà un’azione lassativa blanda e, soprattutto, un potere depurante benefico per tutti coloro che stanno seguendo una dieta dimagrante.

Avvertenze sambuco

Anche se il sambuco è una pianta le cui emanazioni (fiori, bacche, ecc.) sono ben tollerate dalla maggior parte delle persone, è pur sempre necessario compiere qualche avvertenza finale sulle principali controindicazioni.

In primo luogo, bisogna evitare di confondere il sambuco con il Sambucus Ebulus, o Ebbio, che a contrario del sambuco è velenoso. In secondo luogo, è bene condividere con il proprio medico l’uso del sambuco in caso di gravidanza o allattamento al seno.

L’uso del sambuco potrebbe infine essere controindicato per chi soffre di patologie al fegato, infiammazioni croniche intestinali o malattie renali, così come bisognerebbe evitare la sua assunzione anche da parte di coloro che soffrono d’ipersensibilità a uno o più componenti. 

È infine noto che il sambuco può interagire con alcuni farmaci quali diuretici, integratori di ferro, insulina o metformina, e infine prodotti lassativi e immunosoppressori.

 

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